Airbag Takata, scatta la stretta: senza sostituzione la revisione non si passa

Dal 17 luglio 2026 i centri di revisione devono controllare il VIN di ogni veicolo. Chi ha un richiamo aperto rischia il fermo del mezzo. Dal 1° ottobre nessuna deroga.
È entrata in vigore il 17 luglio 2026 la nuova disciplina voluta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il Decreto direttoriale n. 229 del 2 luglio 2026, che lega a doppio filo la revisione periodica dell'auto alle campagne di richiamo degli airbag Takata. Un provvedimento che punta a chiudere in tempi rapidi una vicenda che si trascina da anni e che, secondo le stime, coinvolge ancora una platea molto ampia di veicoli circolanti in Italia.
Qual è il problema
Il difetto riguarda il gonfiatore dell'airbag. Con il passare degli anni, l'esposizione a calore, umidità e sbalzi termici degrada il propellente utilizzato per il gonfiaggio: in caso di attivazione il dispositivo può esplodere in modo anomalo, facendo scoppiare l'involucro metallico e proiettando frammenti di metallo nell'abitacolo. Il risultato, in un incidente che sarebbe stato lieve, possono essere lesioni gravissime o la morte. Non a caso i richiami Takata sono la più vasta campagna di sicurezza automobilistica della storia, con vittime accertate anche in Italia.
Come cambia la revisione
La novità operativa è chiara: prima di iniziare le prove strumentali, l'ispettore ha l'obbligo di verificare — consultando il portale del MIT o i portali tecnici delle case costruttrici — se sul numero di telaio pende una campagna di richiamo airbag. Se non c'è nulla di aperto, la revisione prosegue normalmente. Se invece il richiamo risulta attivo, la presenza della campagna viene equiparata a un'inefficienza del dispositivo airbag accertata in sede di controllo. Da qui due scenari.
Caso 1 — Richiamo classificato "Stop Drive". Quando il costruttore ha disposto il fermo cautelativo immediato, l'esito è obbligatoriamente "Ripetere – sospeso dalla circolazione". Il veicolo non può circolare, salvo il tragitto strettamente necessario per raggiungere l'officina e, successivamente, il centro di revisione nel giorno della nuova visita prenotata.
Caso 2 — Richiamo classificato "Rischio grave" senza Stop Drive. Qui è previsto un regime transitorio. Fino al 30 settembre 2026 l'esito regolare è possibile solo esibendo la prenotazione ufficiale dell'intervento presso la rete autorizzata della casa madre, oppure una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che ne attesti l'avvenuta prenotazione. In assenza, scatta il "Ripetere".
Dal 1° ottobre 2026 la deroga sparisce: per tutti i veicoli non risanati l'esito sarà automaticamente "Ripetere", con obbligo di nuova revisione entro il termine perentorio di 30 giorni, durante i quali la circolazione è vietata. Il nuovo esito positivo è subordinato all'esibizione della certificazione ufficiale di avvenuta sostituzione rilasciata dall'officina.
In entrambi i casi, sul certificato di revisione l'ispettore deve riportare un'annotazione specifica che segnala il richiamo obbligatorio con rischio grave e l'obbligo di messa in sicurezza urgente a tutela della pubblica incolumità.
Cosa deve fare l'automobilista
Passo 1 — Controlla il telaio. Basta il numero di VIN, leggibile sul libretto di circolazione o attraverso il parabrezza lato guida. La verifica si effettua gratuitamente sui canali ufficiali: il Portale dell'Automobilista del MIT o il sito della propria casa costruttrice. Attenzione ai siti non ufficiali e alle telefonate sospette: il tema si presta alle truffe.
Passo 2 — Prenota l'intervento. La sostituzione dell'airbag avviene presso un'officina autorizzata della casa madre ed è completamente gratuita per il proprietario, indipendentemente dall'età del veicolo e dalla scadenza della garanzia.
Passo 3 — Conserva la certificazione. Fattura o documentazione fiscale a zero euro rilasciata dall'officina vanno mostrate al centro di revisione per chiudere la pratica e ottenere l'esito regolare.
Il consiglio
Non conviene aspettare la convocazione per la revisione. Con milioni di veicoli potenzialmente coinvolti e la scadenza del 1° ottobre alle porte, le agende delle officine sono destinate a intasarsi. Una verifica del telaio richiede meno di un minuto e può evitare il blocco della vettura — oltre a un rischio che, quando si materializza, non lascia margini.
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